Tra colline, vigneti e borghi di pietra, l’Oltrepò Pavese si presta meglio agli itinerari ad anello che alle semplici andate e ritorni sullo stesso tracciato. Qui trovi una selezione ragionata di percorsi per camminare o pedalare, con indicazioni concrete su chilometri, difficoltà, tempi e contesto paesaggistico. Io partirei sempre da una domanda semplice: quanto tempo ho davvero e quanto dislivello sono disposto a portare sulle gambe?
Le informazioni che ti servono per scegliere bene
- Gli anelli dell’Oltrepò funzionano bene perché uniscono logistica semplice, panorami e soste in borghi veri, non in località di passaggio.
- Per una prima uscita a piedi, Monte Barbera e Zavattarello sono le opzioni più immediate.
- Per una giornata media, Menconico Nord, Borgoratto e Fornace Sud danno il miglior equilibrio tra resa e fatica.
- In bici il dislivello pesa più dei chilometri: sopra i 20 km in collina la scelta va fatta con attenzione.
- Varzi, Romagnese, Zavattarello, Montesegale e Borgoratto sono i borghi che più spesso danno senso al giro.
- In estate conviene privilegiare i tratti boschivi; sui crinali aperti contano molto orario di partenza e acqua.
Perché gli anelli sono la soluzione più furba qui
Io distinguerei subito l’Oltrepò Pavese da molte altre aree collinari italiane per un motivo molto pratico: qui l’itinerario ad anello non è un vezzo, ma il modo più intelligente di leggere il territorio. Partire da un borgo, salire su una costa, attraversare boschi o vigneti e rientrare senza dover organizzare navette o recuperi in auto rende l’esperienza più semplice e più pulita.
La rete locale lo conferma bene: sul portale I Sentieri dell’Oltrepò Pavese trovi decine di itinerari e centinaia di chilometri tra cammino, bici e cavallo. È una rete utile proprio perché non costringe tutti nello stesso schema: ci sono passeggiate molto brevi, anelli collinari di mezza giornata e traversate più impegnative che si leggono quasi come piccoli trekking di montagna.
Il vantaggio vero, però, non è solo logistico. In Oltrepò l’anello ti fa passare in poco tempo da una piazza medievale a una costa panoramica, da una strada bianca a un castello, da una vigna a un bosco di castagni. È questo intreccio che rende il giro memorabile e che lo trasforma da semplice escursione a esperienza di territorio. Da qui ha senso passare ai tracciati che, in pratica, vale la pena mettere davvero in agenda.

Gli anelli da mettere in agenda se vuoi camminare
Se dovessi scegliere pochi percorsi a piedi, li dividerei in tre fasce: ingresso facile, uscita collinare media e anello lungo per chi vuole una giornata piena. La differenza, qui, non la fanno solo i chilometri ma soprattutto il fondo, l’esposizione al sole e il dislivello reale.
| Itinerario | Dati essenziali | Per chi lo consiglierei | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Anello di Zavattarello | 1,6 km, 27 minuti, facile | Chi vuole una passeggiata breve con valore storico | È un perimetro panoramico attorno al castello: più visita che trekking vero e proprio. |
| Monte Barbera | 5,1 km, 1 ora e 37 minuti, facile | Chi cerca il primo assaggio di collina senza complicazioni | Parte e arriva a Torre degli Alberi; è uno dei giri più equilibrati per iniziare. |
| Anello Menconico Nord | 7,9 km, 2 ore e 28 minuti, media | Chi vuole bosco, silenzio e una mezza giornata serena | È un itinerario tutto l’anno, utile quando vuoi stare lontano dai tratti troppo esposti. |
| Anello di Borgoratto | 9,9 km, 3 ore e 9 minuti, media | Chi ama le colline aperte e i panorami ampi | Qui la copertura boschiva è assente: nei mesi caldi conviene davvero evitarlo. |
| Anello Fornace Sud | 9,8 km, 2 ore e 52 minuti, media | Chi vuole un giro ben bilanciato tra fatica e resa scenica | Permette anche di visitare Montesegale e il suo castello, che alzano molto il valore del percorso. |
| Anello di Romagnese | 28,8 km, impegnativo | Escursionisti esperti che vogliono un vero percorso di crinale | È un anello lungo, con passaggi tra Monte Alpe, Penice e pascoli alti: non va sottovalutato. |
Se dovessi dare una gerarchia molto netta, io partirei da Monte Barbera per la semplicità, da Menconico Nord per l’equilibrio, da Borgoratto per i panorami e da Romagnese solo quando ho gambe e tempo. In altre parole: il chilometraggio racconta solo una parte della storia, e sulle colline dell’Oltrepò questa differenza si sente più che altrove. Una volta capito quali anelli fare a piedi, il passo successivo è vedere quelli che meritano davvero la sella.
Le uscite in bici che meritano davvero la salita
In bici l’Oltrepò Pavese diventa più selettivo, ma anche più interessante. Qui non mi limiterei mai a guardare la distanza: cercherei di capire che tipo di fondo trovo, quanta salita è concentrata in pochi chilometri e se la traccia è più adatta a una ibrida o a una mountain bike. Su questo territorio, una bici sbagliata cambia parecchio la qualità della giornata.
| Itinerario | Dati essenziali | Tipo di bici | Perché lo sceglierei |
|---|---|---|---|
| Tour dell’Aquila | 19,1 km, dislivello positivo 662 m, media | Mountain bike | È un anello vero da Varzi, con Pietragavina e Oramala che aggiungono molto alla parte paesaggistica e storica. |
| Tour al Monte Calenzone | 24,7 km, dislivello positivo 930 m, media | Ibrida o MTB | È la scelta giusta se vuoi una giornata atletica: la salita è seria e il bosco aiuta, ma non regala nulla. |
| Tour I Calanchi di Nivione | 19,9 km, dislivello positivo 640 m, media | Ibrida | Mi piace perché alterna tratti più veloci e passaggi più divertenti, con vista sui versanti tra Oltrepò e Curone. |
| AN03 da Voghera a Rocca Susella | 37,8 km, 2 ore e 20 minuti, impegnativa | Ibrida | È l’anello più “lungo da leggere”: prima la pianura, poi i primi rilievi e infine il rientro. Da Codevilla si può anche accorciare a 26 km. |
Qui la regola è semplice: se vuoi un giro più scorrevole, resta sui tracciati tra i 19 e i 25 km; se vuoi un’uscita tosta e completa, Monte Calenzone e AN03 hanno molta più sostanza. E, cosa importante, non dare mai per scontato che una ibrida renda tutto facile: in collina il cambio di pendenza si sente eccome. A questo punto resta il nodo più utile: come scegliere il giro giusto in base al tempo che hai davvero.
Come scegliere il giro giusto senza farti ingannare dai chilometri
Il mio criterio, quando devo consigliare un anello, è sempre lo stesso: prima guardo il dislivello, poi il fondo, solo alla fine la distanza. Sotto questa lente, molti percorsi sembrano più facili di quello che sono davvero. Sulle colline dell’Oltrepò, 8 o 10 km possono essere una passeggiata rilassante oppure una mezza impresa, a seconda di quanto salgono e di quanta ombra offrono.
| Tempo disponibile | Scelta sensata | Perché funziona |
|---|---|---|
| 1-2 ore | Zavattarello o Monte Barbera | Ti danno il sapore del territorio senza richiedere preparazione particolare. |
| 2-3 ore | Menconico Nord, Borgoratto o Fornace Sud | È il punto migliore tra impegno, vista e possibilità di fermarsi in un borgo. |
| Mezza giornata | Tour dell’Aquila, Tour I Calanchi di Nivione o Tour al Monte Calenzone | Se vai in bici, qui trovi l’uscita che vale davvero il trasferimento. |
| Giornata intera | Anello di Romagnese o AN03 completo | Li scegli solo se hai gambe, meteo stabile e voglia di stare fuori con calma. |
- Non scegliere solo in base ai chilometri: un anello di 9 km senza bosco può essere più duro di uno da 12 km ombreggiato.
- Parti presto se il percorso è esposto: sui crinali la temperatura cambia molto meno di quanto sembri dal fondovalle.
- Se la segnaletica è scarsa, tieni con te la traccia GPX: in collina è un aiuto concreto, non un vezzo tecnologico.
- Considera sempre una finestra extra di 30-45 minuti per foto, sosta e orientamento: i percorsi belli rallentano quasi sempre.
- In bici, sopra i 20 km non ragionare più come se fossi in pianura: l’energia si consuma in modo diverso.
Una volta chiariti tempi e difficoltà, il passo naturale è chiedersi dove questi anelli diventano davvero speciali, e la risposta sta quasi sempre nei borghi e nelle tavole lungo il percorso. È qui che l’Oltrepò smette di essere solo paesaggio e diventa esperienza completa.
Borghi, castelli e tavole che danno senso al giro
Se c’è una cosa che rende forte questa zona, è l’intreccio tra sentiero e paese. VisitPavia descrive l’Alto Oltrepò come un territorio di borghi medievali, castelli e natura: è una sintesi corretta, ma io aggiungerei che qui questi elementi non sono uno sfondo, sono parte dell’itinerario. Se il sentiero è ben scelto, il borgo non è una tappa accessoria: è il motivo per cui torni.
- Varzi: è il riferimento più utile se vuoi partire da un centro vero, fermarti a mangiare bene e rientrare con un giro completo alle spalle. Il salame di Varzi, qui, non è un semplice souvenir gastronomico: è il modo più diretto per chiudere la giornata.
- Zavattarello: il castello domina il paese e l’anello breve attorno alla collina ha senso proprio perché ti mette davanti il rapporto tra borgo e rocca senza allungare troppo il passo.
- Romagnese: è il punto giusto se vuoi salire di quota e sentire un Oltrepò più montano, quasi alpino in certi passaggi. L’anello lungo qui funziona solo se hai voglia di restare fuori a lungo.
- Montesegale: entra benissimo nell’anello Fornace Sud, perché il castello dei Gambarana non è un dettaglio laterale ma un vero fuoco visivo del giro.
- Borgoratto Mormorolo: le colline sono più aperte e agricole, quindi il paesaggio ha una bellezza più asciutta e lineare. È una scelta che dà il meglio di sé quando il caldo non stringe troppo.
- Pietragavina e Oramala: per chi pedala, aggiungono carattere ai tour da Varzi. Non sono solo nomi sulla carta: sono i punti che fanno capire che stai entrando davvero nell’Oltrepò più alto.
Quando il giro è ben costruito, io cerco quasi sempre di farlo coincidere con una sosta semplice, non con un pranzo complicato. Un piatto di salumi locali, un formaggio del posto e un bicchiere di rosso dell’Oltrepò valgono più di una chiusura frettolosa e anonima. Per rendere tutto più facile, chiudo con le regole pratiche che userei prima di partire.
Il modo più semplice per trasformare un anello in una giornata riuscita
La differenza tra una buona uscita e una giornata riuscita sta quasi sempre nei dettagli. Io preparerei l’anello con una logica molto concreta: guardo meteo, ombra, fondo, orario di partenza e possibilità di sosta. Se il percorso è breve, lascio margine alla visita del borgo; se è lungo, proteggo il ritmo e non forzo il rientro.
- Per i giri a piedi porta almeno 1,5 litri d’acqua su itinerari medi e sali a 2 litri se sai che il tratto è esposto o estivo.
- Per i percorsi oltre i 20 km in bici, considera una pausa seria dopo la prima ora e mezza: sulle colline la fatica si accumula in modo meno evidente ma più costante.
- Se il tracciato attraversa crinali aperti, aggiungi uno strato leggero anche in stagione mite: il vento qui può cambiare la percezione della temperatura molto in fretta.
- Nei mesi caldi privilegia i percorsi con bosco o ombra, come Menconico Nord o i tratti più alti di Romagnese; l’esposizione di Borgoratto, invece, richiede un orario molto più attento.
- Se vuoi un’uscita senza sorprese, scegli un borgo come base e costruisci l’anello attorno alla sosta: così il sentiero e il paese lavorano insieme, invece di sottrarsi tempo a vicenda.
Se dovessi lasciare una sola regola, sarebbe questa: nei sentieri dell’Oltrepò Pavese vince quasi sempre chi sceglie meno chilometri ma più coerenza con il terreno. Quando il giro, il borgo e la tavola si incastrano bene, l’anello smette di essere solo un percorso e diventa il modo migliore per capire davvero questa parte di Lombardia.
